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Declassificazione della Cannabis: Un Percorso Verso una Vera Riforma e Salute Pubblica
High TimesOpinion: Cannabis Is a Nutraceutical, Not a Pharmaceutical — and Why Descheduling Remains the Only Real Path Forward

Declassificazione della Cannabis: Un Percorso Verso una Vera Riforma e Salute Pubblica

La declassificazione della cannabis è vista come l'unico vero percorso per integrarla nella salute pubblica come nutraceutico, liberandola dal controllo federale restrittivo

Key Points

  • 1Si sostiene che la cannabis sia un nutraceutico, non un farmaco
  • 2La riprogrammazione nella Schedule III è vista come insufficiente dai sostenitori
  • 3La declassificazione rimuoverebbe la cannabis dal Controlled Substances Act
  • 4La declassificazione si allinea con il trattamento della cannabis come prodotto per il benessere
  • 5Il movimento verso la declassificazione riflette un cambiamento culturale e legale

Per decenni, la cannabis è stata intrappolata in una rete di regolamenti severi e malintesi, spesso classificata come una droga pericolosa simile ai farmaci sintetici. Questa classificazione è stata a lungo contestata da sostenitori che sostengono che la cannabis sia più accuratamente descritta come un nutraceutico: una pianta naturale con una complessa gamma di composti che offrono vari benefici per la salute. A differenza dei farmaci che mirano a molecole specifiche, la cannabis agisce attraverso una sinergia di oltre 500 composti, interagendo con il sistema endocannabinoide del corpo umano per promuovere equilibrio e benessere

Le recenti discussioni sulla riprogrammazione della cannabis nella Schedule III hanno acceso un dibattito, con alcuni che la vedono come un progresso. Tuttavia, i critici sostengono che questo passo sposterebbe semplicemente il controllo dai proibizionisti ai burocrati, mantenendo la supervisione federale e limitando l'accesso. Sotto la Schedule III, solo i prodotti approvati dalla FDA potrebbero essere prescritti, lasciando la cannabis vegetale sotto restrizioni federali e potenzialmente emarginando le piccole imprese a favore delle grandi aziende farmaceutiche. Questo scenario solleva preoccupazioni riguardo a una potenziale corporatizzazione della cannabis, dove composti isolati potrebbero dominare il mercato a scapito dei benefici olistici della pianta

Le implicazioni più ampie di mantenere la cannabis sotto il Controlled Substances Act (CSA) sono significative. La riprogrammazione nella Schedule III porrebbe comunque la cannabis sotto il controllo della DEA, perpetuando un sistema progettato per i farmaci sintetici piuttosto che per le piante naturali. Questo approccio non riconosce le proprietà uniche della cannabis e il suo uso storico come potenza medicinale e nutrizionale. I sostenitori sostengono che la declassificazione sia l'unico modo per integrare completamente la cannabis nell'industria del benessere, permettendo che venga trattata in modo simile ad altri nutraceutici come la curcuma o gli acidi grassi omega-3

La declassificazione della cannabis la rimuoverebbe completamente dal CSA, eliminando la supervisione della DEA e consentendo che venga regolata come alcol o tabacco. Questo cambiamento aprirebbe il mercato sia per le grandi che per le piccole imprese, promuoverebbe il commercio interstatale e faciliterebbe la ricerca scientifica senza gli attuali ostacoli burocratici. Allineerebbe anche con le leggi sulla protezione dei consumatori, garantendo che gli standard di sicurezza siano guidati dalle agenzie sanitarie piuttosto che dall'applicazione delle leggi sulle sostanze stupefacenti. Tale quadro darebbe potere alla salute pubblica attraverso accesso ed educazione, in contrasto con il modello farmaceutico orientato al profitto

Il potenziale per integrare la cannabis nelle routine quotidiane di benessere è vasto. Molti utenti già incorporano i cannabinoidi nelle loro vite attraverso il microdosaggio, simile a come vengono utilizzati le vitamine per sostenere la salute. La scoperta del sistema endocannabinoide negli anni '90 ha ulteriormente evidenziato il ruolo della cannabis nel mantenere l'equilibrio fisiologico. Trattando la cannabis come un nutraceutico, può essere normalizzata come componente delle pratiche di salute olistica, accessibile senza lo stigma delle sostanze controllate

I sostenitori della declassificazione sostengono che non sia solo una necessità legale ma una rivendicazione culturale. Il movimento verso la declassificazione riflette un cambiamento nella percezione pubblica, come si vede nel crescente numero di stati che hanno legalizzato la cannabis per uso medico e ricreativo. Questo cambiamento non riguarda solo la rimozione delle barriere legali, ma anche il riconoscimento del significato storico e culturale della cannabis. Abbracciando un approccio di declassificazione, gli Stati Uniti possono allineare la politica federale con la comprensione scientifica e il sentimento pubblico, aprendo la strada a un'industria della cannabis più inclusiva ed equa

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