
I capi Mi’kmaq condannano la direttiva della Nuova Scozia sull'applicazione della cannabis
I leader Mi’kmaq e un ex ministro della giustizia criticano la direttiva della Nuova Scozia alla polizia sull'applicazione della cannabis, citando razzismo sistemico e relazioni tese con le comunità indigene
Key Points
- 1I capi Mi’kmaq si oppongono alla direttiva sull'applicazione della cannabis della Nuova Scozia
- 2La caposquadra Michelle Glasgow definisce la direttiva una minaccia per la sicurezza della comunità
- 3L'esperto legale Wayne MacKay avverte del potenziale eccesso di potere del ministro della giustizia
- 4L'Assemblea dei Capi Mi’kmaq della Nuova Scozia critica la mancanza di consultazione
- 5Le normative restrittive sulla cannabis contribuiscono alla crescita dei dispensari illegali
I capi Mi’kmaq e un ex ministro della giustizia della Nuova Scozia hanno espresso forte opposizione a una nuova direttiva provinciale mirata a intensificare l'azione della polizia contro le operazioni di cannabis illegali. La direttiva, emessa dal ministro della giustizia Brad Armstrong, chiede alla polizia di concentrarsi sull'identificazione e smantellamento dei dispensari di cannabis illegali e delle reti di distribuzione. Questo provvedimento è stato percepito dai leader indigeni come un indebolimento delle relazioni con le comunità delle Prime Nazioni
La caposquadra Michelle Glasgow della Sipekne’katik First Nation ha espresso il suo disappunto, etichettando la direttiva come una minaccia per la sicurezza della comunità e un atto di razzismo sistemico. Ha criticato la direttiva per perpetuare stereotipi negativi sui Mi’kmaq, affermando che incita all'odio e li etichetta ingiustamente come un problema. La direttiva, che cercava anche la cooperazione dei capi Mi’kmaq, ha incontrato resistenza e richieste di rivalutazione
L'Assemblea dei Capi Mi’kmaq della Nuova Scozia, nota come Maw-lukutijik Saqmaq, ha evidenziato il fallimento della provincia nel coinvolgere le comunità indigene durante il processo di legalizzazione della cannabis. Il capo Terrance Paul ha sottolineato che la provincia non ha giurisdizione sulle loro comunità, criticando l'approccio obsoleto del governo. Questo sentimento è stato condiviso dall'ex ministro della giustizia Becky Druhan, che ha suggerito che le normative restrittive sulla cannabis contribuiscono alla proliferazione di dispensari illegali
L'esperto legale Wayne MacKay ha sollevato preoccupazioni riguardo al potenziale eccesso di potere della direttiva del ministro della giustizia, che potrebbe violare l'indipendenza della polizia. MacKay ha tracciato paralleli tra questa direttiva e le azioni dei leader politici negli Stati Uniti, mettendo in guardia contro l'interferenza governativa nelle operazioni di polizia. Il confronto è stato respinto dal Dipartimento di Giustizia provinciale come infiammatorio, affermando che la direttiva semplicemente applica la legge esistente
La controversia sottolinea il problema più ampio della regolamentazione della cannabis nella Nuova Scozia, dove il mercato legale è strettamente controllato dalla Nova Scotia Liquor Corporation. I critici, tra cui Druhan, sostengono per una licenza più ampia per fornire percorsi legali per gli imprenditori della cannabis, in particolare nelle comunità rurali e indigene. Mentre il dibattito continua, il governo provinciale affronta pressioni per bilanciare l'applicazione della legge con il rispetto dei diritti indigeni e delle opportunità economiche