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I pesticidi di origine animale nella coltivazione della cannabis sfidano gli standard vegani
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I pesticidi di origine animale nella coltivazione della cannabis sfidano gli standard vegani

L'uso di pesticidi di origine animale nella coltivazione della cannabis solleva preoccupazioni etiche per i consumatori vegani che cercano trasparenza e prodotti adatti ai vegani

Key Points

  • 1I pesticidi di origine animale come Lacto-San sono utilizzati nella coltivazione della cannabis
  • 2Questi pesticidi non sono sempre divulgati sui prodotti a base di cannabis
  • 3I consumatori vegani affrontano sfide nell'ottenere informazioni sui metodi di produzione
  • 4C'è una crescente domanda di prodotti a base di cannabis adatti ai vegani
  • 5L'industria potrebbe dover adattarsi alle richieste dei consumatori per trasparenza e approvvigionamento etico

L'uso di pesticidi di origine animale nella coltivazione della cannabis solleva preoccupazioni tra i consumatori vegani. Questi pesticidi, che includono sostanze come l'acido lattico derivato dal latte, sono legalmente utilizzati per proteggere le colture da parassiti e funghi. Tuttavia, la presenza di tali elementi di origine animale non è sempre divulgata sui prodotti a base di cannabis, lasciando i consumatori all'oscuro del loro utilizzo

Un pesticida comunemente usato nella coltivazione della cannabis è Lacto-San, che contiene acido lattico prodotto dalla fermentazione del latte. Questa sostanza è efficace nel prevenire la crescita della muffa ed è consentita in agricoltura, compresa la coltivazione della cannabis in Canada. Un altro pesticida, Cyclone, contiene anch'esso acido lattico ed è esplicitamente utilizzato nella coltivazione della cannabis canadese. Nonostante la possibilità di produrre acido lattico attraverso metodi non animali utilizzando batteri lattici, i produttori sono autorizzati a estrarlo dai prodotti lattiero-caseari

L'uso di fertilizzanti di origine animale è un altro punto di contesa per i vegani. Nell'agricoltura biologica, che spesso evita i fertilizzanti sintetici, i sottoprodotti animali come sangue, ossa e piume sono comunemente utilizzati come fertilizzanti naturali. Questa pratica deriva dal fatto che solo una parte del bestiame è utilizzata per la produzione di carne, mentre il resto viene riciclato come input agricoli. Per i vegani, l'uso di questi sottoprodotti solleva questioni etiche riguardo allo sfruttamento degli animali

Ottenere informazioni sull'uso di sostanze di origine animale nella coltivazione della cannabis è una sfida per i consumatori vegani. Le pratiche di produzione sono spesso protette dalle leggi sulla proprietà intellettuale, rendendo difficile la trasparenza. Inoltre, la cannabis non è classificata come prodotto alimentare, il che significa che ci sono meno regolamenti riguardo alla divulgazione di queste sostanze. Di conseguenza, i consumatori che cercano garanzie devono fare affidamento sulle certificazioni vegane per assicurarsi che i prodotti siano privi di sfruttamento animale

La mancanza di trasparenza e di supervisione normativa nell'industria della cannabis rappresenta una sfida significativa per i consumatori vegani. Senza etichettatura chiara o regolamenti rigorosi, è difficile per i consumatori prendere decisioni informate sui prodotti che acquistano. Questa situazione evidenzia la necessità di regolamenti e requisiti di etichettatura più completi per soddisfare la crescente domanda di prodotti a base di cannabis adatti ai vegani

Guardando al futuro, l'industria della cannabis potrebbe dover adattarsi alle richieste dei consumatori per una maggiore trasparenza e approvvigionamento etico. Poiché il mercato dei beni vegani e prodotti in modo etico continua a crescere, i produttori di cannabis potrebbero affrontare una pressione crescente per divulgare i loro metodi di produzione e cercare input alternativi, non di origine animale. Questo cambiamento potrebbe portare a innovazioni nelle pratiche di coltivazione, a beneficio sia dei consumatori che dell'industria nel suo complesso

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