
I ricercatori dell'Università di Wageningen riportano in vita enzimi ancestrali della cannabis per innovazioni mediche
I ricercatori dell'Università di Wageningen hanno riportato in vita enzimi ancestrali della cannabis, potenzialmente rivoluzionando la produzione di cannabinoidi medicinali con enzimi più robusti e versatili
Key Points
- 1L'Università di Wageningen riporta in vita enzimi ancestrali della cannabis per la ricerca
- 2Gli enzimi ancestrali possono produrre più cannabinoidi simultaneamente
- 3Questi enzimi sono più robusti e più facili da replicare rispetto a quelli moderni
- 4Il cannabicromene (CBC) è un focus per le sue proprietà medicinali
- 5Esiste il potenziale per sviluppare nuove varietà di cannabis medicinale
I ricercatori dell'Università di Wageningen hanno riportato con successo in vita enzimi ancestrali della cannabis, facendo luce sul loro potenziale per migliorare la produzione di cannabinoidi antinfiammatori e analgesici. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove applicazioni medicinali, poiché questi enzimi sono più versatili e più facili da replicare rispetto a quelli delle piante di cannabis moderne. Lo studio si concentra su cannabinoidi come l'acido tetraidrocannabinolico (THCA), l'acido cannabidiolo (CBDA) e l'acido cannabicromico (CBCA), che sono prodotti da enzimi specializzati nella cannabis contemporanea
La ricerca ha rivelato che gli enzimi ancestrali della cannabis sono in grado di produrre più cannabinoidi simultaneamente, una caratteristica persa nelle varietà moderne. Questa caratteristica li rende un candidato promettente per applicazioni mediche, in particolare nel campo della biotecnologia e della farmacologia. Secondo il ricercatore Robin van Velzen, la robustezza e la flessibilità degli enzimi offrono vantaggi significativi. "Ciò che un tempo era un 'filo sciolto' evolutivo è ora molto utile," ha spiegato Van Velzen a Nu.nl
Uno dei cannabinoidi messi in evidenza nella ricerca è il cannabicromene (CBC), noto per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Attualmente, nessuna pianta di cannabis produce naturalmente alti livelli di CBC, ma l'introduzione di questi enzimi ancestrali potrebbe portare allo sviluppo di nuove varietà di cannabis medicinale. Questo progresso offre la possibilità di creare piante con benefici terapeutici migliorati, colmando una lacuna nella coltivazione attuale della cannabis