
Il mercato della cannabis controllato dallo Stato in Uruguay mostra promesse dopo sei mesi
Il mercato della cannabis controllato dallo Stato in Uruguay, avviato nel 2017, mostra promesse nella riduzione del commercio illegale e nel miglioramento della salute pubblica, nonostante il dibattito pubblico in corso
Key Points
- 1L'Uruguay legalizza e regola completamente la cannabis con produzione e vendite controllate dallo Stato
- 2I cittadini registrati possono acquistare cannabis nelle farmacie, riducendo l'influenza del mercato illegale
- 3L'opinione pubblica è divisa, con preoccupazioni per un potenziale aumento dell'uso di droghe
- 4È consentita la coltivazione personale, offrendo un'alternativa alla cannabis fornita dal governo
- 5Il modello dell'Uruguay potrebbe influenzare gli sforzi globali di regolamentazione della cannabis
L'Uruguay ha compiuto un passo innovativo diventando la prima nazione a legalizzare e regolare completamente la produzione e la vendita di cannabis, ponendo l'intera filiera sotto il controllo del governo. Questa iniziativa, avviata a luglio 2017, consente ai cittadini di acquistare cannabis legalmente nelle farmacie, segnando un cambiamento significativo nella politica sulle droghe. Il sistema mira a ridurre il traffico di droga illegale e a migliorare la salute e la sicurezza pubblica
Il quadro legale consente agli adulti uruguaiani registrati di acquistare fino a 10 grammi di cannabis a settimana presso le farmacie partecipanti a un prezzo di $1,30 al grammo. Tuttavia, attualmente solo un numero limitato di farmacie offre cannabis, portando a lunghe code e alta domanda. Nonostante queste sfide logistiche, il sistema è apprezzato dagli utenti che apprezzano l'accesso legale e regolamentato alla cannabis
Il mercato della cannabis controllato dallo Stato mira a smantellare il mercato nero, precedentemente valutato 40 milioni di dollari all'anno. Diego Oliveira, direttore dell'istituto di regolamentazione della cannabis dell'Uruguay, osserva che quasi il 20% degli utenti abituali si è registrato al programma, dirottando fondi lontano dai canali illegali. Questo cambiamento è visto come un passo verso la riduzione del traffico di droga e della violenza ad esso associata
Nonostante i progressi dell'iniziativa, l'opinione pubblica rimane divisa. Una parte significativa della popolazione si oppose alla legalizzazione quando fu introdotta per la prima volta nel 2013, e molti continuano a nutrire preoccupazioni. I critici sostengono che la legge potrebbe incoraggiare involontariamente l'uso di droghe, mentre i sostenitori credono che migliorerà la sicurezza pubblica riducendo l'influenza dei trafficanti di droga
La legge consente anche la coltivazione personale, permettendo agli individui di coltivare cannabis per uso personale, sia in modo indipendente che attraverso club. Questo aspetto della legislazione dà potere agli utenti come Martin, che preferisce la cannabis coltivata in casa per la sua qualità e indipendenza dal mercato nero. Con il proseguimento del programma, l'Uruguay si propone come un potenziale modello per altri paesi che considerano simili quadri normativi