
Il Senato Cileno Considera un Progetto di Legge per Proteggere i Diritti dei Pazienti di Cannabis Medica
Il Senato cileno esamina un progetto di legge per proteggere i pazienti di cannabis medica, mirando a risolvere le ambiguità legali che criminalizzano i pazienti e ostacolano l'accesso al trattamento
Key Points
- 1Il Senato cileno esamina la Ley de Cultivo Seguro per i pazienti di cannabis medica
- 2Le leggi attuali consentono la coltivazione terapeutica della cannabis ma mancano di chiarezza
- 3Il progetto di legge cerca di proteggere i pazienti da accuse penali
- 4Oltre 35.000 pazienti cileni utilizzano la cannabis medica per il trattamento
- 5L'approvazione del progetto di legge potrebbe influenzare le leggi sulla cannabis in America Latina
Il Senato cileno sta attualmente esaminando la Ley de Cultivo Seguro, una legge proposta volta a tutelare i diritti dei pazienti di cannabis medica. Questa iniziativa segue una vittoria decisiva alla Camera dei Deputati, dove ha ottenuto l'88% dei voti. Il progetto di legge cerca di affrontare le problematiche derivanti dalle attuali leggi sulle droghe, che legalizzano l'autocoltivazione di cannabis per scopi terapeutici ma non riescono a distinguere chiaramente i pazienti dai trafficanti, portando spesso alla criminalizzazione dei pazienti
Secondo la legge esistente in Cile, la legge 20.000, l'autocoltivazione di cannabis per uso medico è consentita. Tuttavia, i pazienti affrontano frequentemente sfide legali, con le loro piante confiscate fino a quando un tribunale non può verificare la loro intenzione terapeutica. Questa ambiguità legale ha portato numerosi pazienti ad essere trattati come criminali, privandoli del trattamento di cui hanno tanto bisogno durante le procedure legali
La legge proposta mira a modificare il Codice della Salute per includere una presunzione di innocenza per i pazienti che coltivano cannabis per motivi medici. I pazienti sarebbero autorizzati a mantenere le loro piante mentre dimostrano la loro necessità medica, con le prescrizioni mediche che fungono da prova legale. Ana María Gazmuri, direttrice esecutiva della Fundación Daya, sottolinea la necessità di questo cambiamento, osservando che le ambiguità della legge esistente hanno portato a condanne ingiuste e sequestri di piante
L'iniziativa ha ottenuto un sostegno significativo, incluso quello di Lamberto Cisternas, un giudice della Corte Suprema, che sostiene che criminalizzare i pazienti è una misura eccessiva e dannosa. Ana María Gazmuri evidenzia che oltre 35.000 pazienti si affidano alla cannabis medica per evitare trattamenti oppiacei dannosi. Organizzazioni come Mama Cultiva sostengono il progetto di legge come una risposta compassionevole alle esigenze dei pazienti, molti dei quali sono bambini con epilessia refrattaria
Guardando al futuro, l'approvazione della Ley de Cultivo Seguro potrebbe alterare significativamente il panorama della cannabis medica in Cile. Fornendo chiarezza legale e protezione per i pazienti, la legge potrebbe servire da modello per altri paesi dell'America Latina che affrontano problemi simili. Il progresso del progetto di legge è monitorato da vicino sia da attori nazionali che internazionali, poiché le sue implicazioni potrebbero estendersi oltre i confini del Cile