
L'America Latina affronta cambiamenti nella politica antidroga tra preoccupazioni militari
L'America Latina vede crescenti cambiamenti nei dibattiti sulla politica antidroga amid preoccupazioni in corso riguardo all'applicazione militare e alle contraddizioni legali
Key Points
- 1L'America Latina avanza nelle riforme della politica antidroga amid preoccupazioni per l'applicazione militare
- 2La consapevolezza pubblica sfida i tabù tradizionali della politica antidroga
- 3Cile e Messico fanno progressi notevoli nella legislazione sulla cannabis
- 4L'UNGASS 2016 potrebbe portare a politiche antidroga più flessibili
- 5Le strategie militari in Colombia e Messico affrontano critiche
Nel 2015, l'America Latina ha vissuto significativi cambiamenti nei dibattiti sulla politica sociale e antidroga, evidenziando un crescente desiderio di riforma in vari settori, tra cui la legislazione sulle droghe, l'uguaglianza matrimoniale e la sanità. Nonostante questi progressi, la regione continua a confrontarsi con approcci conservatori e interventi militari, sollevando preoccupazioni sul bilanciamento tra riforma e enforcement
L'aumento della consapevolezza pubblica e l'accesso alle informazioni hanno alimentato discussioni critiche, sfidando tabù di lunga data e riducendo le tattiche di controllo basate sulla paura. Questo cambiamento è evidente nelle azioni di diversi paesi, come l'espulsione della DEA da parte della Bolivia e la regolamentazione della cannabis terapeutica in Colombia, sebbene problemi come le fumigazioni aeree persistano in alcune aree
Il governo conservatore del Cile ha fatto progressi raccogliendo il suo primo raccolto di cannabis medicinale e stabilendo la più grande piantagione di questo tipo in America Latina, segnalando potenziali cambiamenti normativi per l'uso ricreativo. Al contrario, il Messico, nonostante la sua posizione militarizzata, ha fatto progressi inaspettati consentendo le importazioni di cannabis medicinale per casi medici specifici e approvando la coltivazione ricreativa per un club sociale
I governi della regione sono spinti dalla necessità di ridurre il crimine legato alle droghe e l'affollamento carcerario, come dimostrato dal Brasile, che è diventato un importante consumatore di cocaina senza significativi avanzamenti politici. La prossima Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGASS) 2016 dovrebbe affrontare queste questioni, portando potenzialmente a un approccio più flessibile alle politiche sulle droghe mantenendo il quadro attuale
Nonostante questi sforzi, le strategie militari in paesi come Colombia e Messico continuano a ricevere critiche per i loro impatti severi. In Perù, i dibattiti sulla legislazione per consentire azioni militari contro i voli di trasporto di droga evidenziano la tensione tra riforma e enforcement. Nel frattempo, il tentativo del Brasile di sostituire le pene detentive per uso ricreativo di droghe con servizi sociali ha portato a ambiguità legali e a un aumento dei tassi di incarcerazione