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L'Ordine Esecutivo sul Ripristino della Cannabis Non Porta Cambiamenti Immediati per l'Industria
High TimesCannabis Rescheduling: What the Executive Order Doesn’t Do — and Who It Actually Helps

L'Ordine Esecutivo sul Ripristino della Cannabis Non Porta Cambiamenti Immediati per l'Industria

L'ordine esecutivo di Trump sul ripristino della cannabis non cambia lo stato legale o le operazioni commerciali, lasciando l'industria in uno stato di incertezza

Key Points

  • 1L'ordine esecutivo non cambia lo stato legale della cannabis o le operazioni
  • 2Il processo di ripristino avviato dall'amministrazione Biden rimane bloccato
  • 3Le responsabilità fiscali e le restrizioni bancarie per le aziende di cannabis rimangono invariate
  • 4Il ripristino nella Schedule III beneficerebbe le aziende farmaceutiche, non gli operatori autorizzati dallo stato
  • 5Sono necessari sforzi legislativi completi per una riforma significativa della cannabis

Il recente ordine esecutivo firmato dall'ex presidente Donald Trump, volto ad accelerare il ripristino della cannabis nella Schedule III, ha suscitato notevole attenzione. Tuttavia, l'ordine non porta cambiamenti immediati all'industria della cannabis. Come riportato da High Times, l'ordine esecutivo non ha modificato lo stato legale attuale della cannabis, né ha avuto impatti sulle operazioni commerciali delle aziende di cannabis

Il processo di ripristino, iniziato nel 2022 sotto l'amministrazione Biden, rimane bloccato. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha raccomandato di spostare la cannabis nella Schedule III nel 2023, ma la Drug Enforcement Administration (DEA) deve ancora completare la necessaria regolamentazione. Le sfide legali hanno ulteriormente ritardato i progressi, con un giudice federale che ha bloccato le audizioni di ripristino della DEA all'inizio del 2025 a causa di accuse di parzialità e conflitti di interesse, lasciando il processo in un limbo legale

Nonostante l'ordine esecutivo, le aziende di cannabis affrontano responsabilità fiscali immutate ai sensi della Sezione 280E del Codice Fiscale. Secondo l'annuncio dell'IRS nel 2024, le imprese di cannabis rimangono soggette a queste regole fiscali fino a quando non verrà emanata una regola finale sul ripristino. L'ordine esecutivo non affronta nemmeno le restrizioni bancarie, poiché le istituzioni finanziarie continuano a fronteggiare rischi normativi nel trattare con le aziende di cannabis senza ulteriori cambiamenti legislativi

Il ripristino nella Schedule III, se avverrà, non legalizzerà automaticamente il commercio interstatale di cannabis né fornirà protezioni bancarie più ampie. Gli operatori autorizzati dallo stato sarebbero comunque confinati ai mercati intrastatali, e la conformità federale sarebbe necessaria affinché qualsiasi prodotto di cannabis guadagni legittimità. Come nota High Times, solo le aziende con registrazione DEA e prodotti approvati dalla FDA beneficerebbero di tale cambiamento

I principali beneficiari di un potenziale ripristino nella Schedule III sono probabilmente le aziende farmaceutiche e le istituzioni di ricerca, piuttosto che gli operatori di cannabis autorizzati dallo stato. Queste entità sono meglio posizionate per navigare nelle normative federali e capitalizzare su eventuali cambiamenti. L'ordine esecutivo evidenzia la natura complessa della riforma della cannabis, che non può essere risolta attraverso una singola azione esecutiva. Sottolinea la necessità di sforzi legislativi completi per affrontare le sfide multifaccettate che l'industria della cannabis deve affrontare

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