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La cannabis coltivata al sole del Maine offre un'alternativa alla coltivazione aziendale
High Times[Video] Corporate Weed Has a Problem. This Maine Field Might Be the Answer

La cannabis coltivata al sole del Maine offre un'alternativa alla coltivazione aziendale

Un documentario del Maine mostra un modello di coltivazione della cannabis sostenibile che enfatizza l'adattamento locale rispetto all'espansione aziendale

Key Points

  • 1Il documentario "King’s Field" esplora il modello di cannabis coltivata al sole del Maine
  • 2King Bishop collabora con Northern Sol per soddisfare la domanda in modo sostenibile
  • 3Focus sulle genetiche specifiche del Maine per affrontare le sfide climatiche locali
  • 4Il film evidenzia la coltivazione della cannabis su piccola scala e sostenibile
  • 5Enfatizza l'adattamento e la partnership rispetto all'espansione aziendale

Un nuovo breve documentario, "King’s Field – A Maine Cannabis Story," diretto da Joe Carter, esplora un approccio unico alla coltivazione della cannabis nel Maine. Il film segue King Bishop e la lotta del suo dispensario per soddisfare la domanda senza ricorrere all'espansione aziendale. Invece, Bishop si affida a una partnership con il coltivatore locale Matt di Northern Sol, specializzato in genetiche acclimatate al clima del Maine. Questa collaborazione evidenzia un'alternativa sostenibile ai modelli di cannabis aziendale

Il percorso di Bishop, da caregiver con limiti rigidi sulle piante a proprietario di un dispensario che ancora non riusciva a soddisfare la domanda, è centrale nella narrazione. Nonostante la transizione a un modello di dispensario, Bishop si è trovato a esaurire la cannabis ogni anno. La sua soluzione non è stata quella di aumentare la produzione attraverso mezzi industriali, ma di fare affidamento sull'esperienza e la conoscenza locale di Matt, che ha trascorso anni a sviluppare varietà adatte alle difficili condizioni di crescita del Maine. Questo approccio enfatizza la sopravvivenza attraverso l'adattamento piuttosto che l'espansione

Il film cattura l'essenza di questa partnership, mostrando un campo densamente piantato progettato per prosperare con un intervento minimo. Le genetiche specifiche del Maine di Matt sono cruciali, consentendo alle piante di resistere alle pressioni ambientali locali come l'umidità e le brevi stagioni di crescita. La scala dell'operazione è impressionante ma gestibile, con Bishop che osserva che una sola persona può supervisionare un acro contenente fino a 15.000 piante. Questo metodo porta a un raccolto rapido e a un'elaborazione efficiente in prodotti come alimenti e penne per vaporizzatori

Ciò che distingue "King’s Field" è il suo focus sull'elemento umano e sulla terra stessa. Il film di Carter è privo di narrazione, lasciando che le immagini e le voci di coloro che sono coinvolti raccontino la storia. Il documentario cattura momenti di umorismo e riflessione, evidenziando il contrasto tra i rischi passati della coltivazione della cannabis e il potenziale attuale per un modello sostenibile e su piccola scala. La riflessione toccante di Bishop sulla possibilità di andare in pensione dopo questa stagione sottolinea il messaggio del film: la coltivazione su piccola scala, adattata regionalmente, può coesistere con operazioni aziendali più grandi

In definitiva, "King’s Field" serve come promemoria delle radici della cannabis come pianta plasmata dal suo ambiente e dalle persone che la coltivano. Presenta una visione alternativa per il futuro della coltivazione della cannabis, una che valorizza la pazienza, il luogo e la partnership rispetto alla scala e all'industrializzazione. Mentre l'industria continua a evolversi, questa storia del Maine offre un esempio convincente di come i piccoli operatori possano prosperare abbracciando le loro circostanze uniche

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