
Quasi 300 Salvati da un Centro di Disintossicazione Abusivo in Messico
Quasi 300 individui sono stati salvati da un centro di disintossicazione abusivo a Tonalá, Messico, evidenziando gravi violazioni dei diritti umani nelle strutture di trattamento delle droghe
Key Points
- 1La polizia ha salvato quasi 300 persone da un centro di disintossicazione abusivo a Tonalá, Messico
- 2La struttura sottoponeva gli individui a condizioni simili alla tortura sotto le spoglie della riabilitazione
- 3Il Messico ha circa 2.000 centri di disintossicazione non regolamentati con problemi simili
- 4Le scappatoie legali consentono ammissioni involontarie, aggravando gli abusi dei diritti umani
- 5È necessaria una riforma per garantire un trattamento umano ed efficace delle droghe in Messico
In un'operazione significativa avvenuta tre mesi fa, le forze di polizia hanno salvato quasi 300 individui dal centro di disintossicazione Despertar Espiritual a Tonalá, situato nell'area metropolitana di Guadalajara, Messico. Questo centro era noto per le sue pratiche abusive sotto le spoglie della riabilitazione da droghe, evidenziando un problema diffuso nella regione. Il salvataggio ha messo in luce le gravi violazioni dei diritti umani che si verificano all'interno di tali strutture, dove i pazienti erano spesso trattenuti contro la loro volontà e sottoposti a condizioni simili alla tortura
Il problema degli abusi nei centri di disintossicazione non è isolato al Despertar Espiritual, ma è un problema diffuso in tutto il Messico e in altri paesi dell'America Latina. Secondo il Colectivo por una Política Integral hacia las Drogas (CUPIHD), questi centri operano spesso senza supervisione governativa. Ci sono circa 2.000 di queste strutture in Messico, molte delle quali trattengono forzatamente gli individui, portando a gravi abusi dei diritti umani, tra cui isolamento e punizioni fisiche
Questi centri sono tipicamente gestiti da ex tossicodipendenti, comunemente noti come 'padrinos', che impongono trattamenti basati sull'esperienza personale piuttosto che su una formazione professionale. Questo porta spesso a pratiche dannose giustificate come necessarie per raggiungere l'astinenza. Alcuni 'padrinos' credono che un trattamento severo aiuti i pazienti ad apprezzare le conseguenze della loro dipendenza, perpetuando ulteriormente un ciclo di abusi
I quadri giuridici in Messico contribuiscono al problema, poiché l'ammissione involontaria a tali centri non è classificata come un atto criminale, ma semplicemente come una turbativa della pace pubblica. Questa scappatoia legale consente alle famiglie, talvolta con l'aiuto di 'pattuglie spirituali', di impegnare individui senza il loro consenso. Le conseguenze di tali esperienze lasciano spesso gli individui traumatizzati, con cicatrici fisiche e psicologiche che li dissuadono dal cercare ulteriori trattamenti
La mancanza di servizi pubblici adeguati per i consumatori di droga in Messico aggrava la situazione, costringendo molti a rivolgersi a questi centri non regolamentati. Questo ambiente alimenta il risentimento verso i membri della famiglia che facilitano le ammissioni e crea una barriera all'efficace riabilitazione. Con la crescente consapevolezza di questi abusi, c'è un urgente bisogno di riforma nelle politiche di trattamento delle droghe per garantire cure umane ed efficaci per coloro che lottano con la dipendenza